L’atomo

In questo filmato: Che cos’è l’atomo del 1960 a cura dell’ENEA si descrive visivamente l’atomo.

Fate clic sull’immagine:

atomo ENEA

Le rappresentazioni, come si avverte nel filmato, non corrispondono tuttavia ad alcuna realtà visivamente constatata e sono solo un mezzo didattico universalmente riconosciuto.

Ecco una parte del testo con alcuni link a Wikipedia:

«L’atomo è formato da un nucleo composto di protoni e di neutroni.
I protoni hanno una carica elettrica positiva.

Gli elettroni, che sono particelle atomiche con carica elettrica negativa, ruotano attorno al nucleo.

Questo è l’atomo: le sue dimensioni sono infinitamente piccole; per allineare una fila di atomi lunga un centimetro, bisognerebbe mettere uno dietro l’altro, cento milioni di atomi.
Lo spazio vuoto che esiste tra gli elettroni e i nuclei è tale che se si portassero a contatto tutti i nuclei e gli elettroni che compongono un essere umano, si otterrebbe una sfera appena visibile al microscopio».

atomo elio wikipedia

Rappresentazione schematica di un atomo di elio.

Attorno al nucleo, composto da due neutroni (in verde) e due protoni (in rosso), ruotano gli elettroni (in giallo).


Link (aggiornato 3 marzo 2014)

[Link aggiornato: 4 dicembre 2017]

9 thoughts on “L’atomo

  1. Carissima, non preoccuparti.
    Penso sia un problema della piattaforma del tuo blog che “evita” i blog di Splinder.
    Se accedo da Splash ragazzi a Pintadera, devo sempre fare clic su “bypass this message”. Non così dal link in Splash scuola.
    Succede, anche per altri blog della stessa piattaforma, che sia impedito il commento se inserisco il link a Splash ragazzi.
    Anche la professoressa Annarita aveva avuto dei problemi nel commentare, come puoi leggere qui, non so se ha risolto.

    Un vero peccato poi che non possiate accedere al laboratorio di informatica!
    Spero che il “parecchio tempo” non corrisponda ai… soliti tempi biblici.

    Un abbraccio a te e ai tuoi alunni.
    Ciao.

  2. Davvero interessante! Lo consiglierò alle colleghe che si occupano delle scienze.

    Renata, non riesco a linkare il tuo bellissimo blog in Pintadera:(. Ne ho parlato a voce con i bambini/e e li ho invitati a venire a visitarti. Da noi, a scuola, è chiuso il laboratorio di informatica (e resterà inagibile per parecchio tempo) e sono pochi quelli che hanno la connessione a internet.

    Cari saluti,

    mariagiovanna

  3. Un ottimo filmato, Renata. E non poteva essere diversamente data l’origine.

    La sua visione deve però essere supportata adeguatamente dal docente data l’astrattezza del contenuto soprattutto con i bambini piccoli. Personalmente, inizio ad introdurre la struttura microscopica della materia soltanto in seconda media con adeguata preparazione preliminare dei ragazzi, dopo averli fatti lavorare molto sui fenomeni di temperatura e calore, passaggi di stato, diffusione e altri argomenti preparatori.

    In definitiva, affronto i fenomeni prima macroscopicamente e, solo dopo adeguata preparazione, passo all’approccio microscopico con molta cautela per non rischiare di rendere incomprensibili gli argomenti.

    Non dimentichiamo che i ragazzi molto giovani sono legati fortemente al concreto e questi proposti sono soltanto modelli del reale anche se universalmente accettati.

    Prima o poi affronterò l’argomento sul mio blog.

    Grazie delle citazioni.

    A presto.

    annarita

  4. Ho visto questo filmato quando ero piccola – forse otto anni – e lo ricordo vivamente.

    Concordo, com’è ovvio, con quanto dici, Annarita, sulla necessità di concretezza e di guida da parte del docente. Questi sono azzardi didattici, nella speranza che servano a stimolare curiosità, interessi, domande, o che almeno restino depositati in un qualche luogo fino a che non si avverta la necessità di comprendere di più. Non costituiscono certo obiettivi precisi di apprendimento. Sono un po’ come le fiabe lette a un bimbo piccolissimo, non capisce necessariamente tutto, ma è il terreno su cui – si spera – si fonda la futura comprensione.

    E non solo per i piccoli le teorie sulla materia sono complesse, anche per le maestre 😉 che non hanno preparazione specifica, insomma arrivare ad allacciarsi le stringhe 😉 è complicato anche per chi ha qualche anno in più, ciò non toglie che si possa, come è capitato a me ieri sera, guardare restandone affascinati lo spazio di Calabi-Yau.

    Buona domenica, a presto.

    r.

  5. Ho paura di sì, Renatina:(. Penso proprio che ci vorrà molto tempo prima di poter ri-utilizzare il laboratorio di informatica…

    Un abbraccione a te e vado a salutare nereide:)

    mariagiovanna

  6. Renata, ovviamente concordo sulla valenza stimolatrice del filmato. Sicuramente ingenererà curiosità e stimolerà la fantasia in preparazione di una, si spera, comprensione futura.

    Ti posso assicurare, comunque, che la teoria microscopica della materia non è facile neanche per un fisico!;)

    Lo spazio di Calabi – Yau poi è affascinante, ma particolarmente complesso perché il suo studio si basa su contenuti davvero complessi della fisica teorica.

    Però, come ben dici, attrae e lascia quasi attoniti così tanta bellezza!

    Buon inizio di settimana:)

    annarita

  7. Renata,

    naturalmente sto ri-tentando di caricare il video…

    Comunque, la segnalazione mi interessa molto. Spero solo di poter vedere il video a scuola – tra l’altro… quando ci rimetteranno in sesto molti pc bloccati… e dice che non hanno nemmeno i soldi…. non si può volere di più dalla vita ! 🙁 🙁

    grazie!

    g

  8. Caro Cavolo, i bambini – che non nascono sotto i cavoli – amano le cose difficili. Se opportunamente mediate dall'insegnante possono poi essere accessibili a tutti. Leggi inoltre i commenti e troverai la motivazione didattica per cui posso anche presentare a scuola filmati come questo.
    Grazie del commento, in ogni modo.
    Ciao

    maestra Renata

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