Ascoltar leggere

Un saluto affettuoso a tutti voi, carissimi bambini e carissime bambine.

Vi propongo questo link dove ascoltare Samantha Cristoforetti che legge una delle filastrocche tratte da «I viaggi di Giovannino Perdigiorno» di Gianni Rodari.

Si tratta di 15 poesie o filastrocche, ognuna delle quali narra un’avventura del grande viaggiatore Giovannino Perdigiorno, che esplora posti incredibili: i paesi dove gli uomini sono fatti di zucchero, di sapone, di burro, di ghiaccio, di gomma…

[continua in Wikipedia]

Clic.


📜 In questa pagina di Splash scuola trovate un esercizio sulla filastrocca.

Il sito della Rai Piccola Radio vi offre altre letture di brani di Gianni Rodari.
Buon ascolto.

Rodari, moltiplicazioni, potenze e base due

Nell’applet qui segnalata era nascosta una poesia di Gianni Rodari. Siamo partiti da alcune parole della poesia per ripetere e ampliare alcuni argomenti di matematica.

Ci sono lezioni facili
e lezioni difficili,
brutte, belle e così così.

Abbiamo aggiunto, per complicare un po’, lezioni corte e lezioni lunghe.

Dapprima da soli poi confrontandovi a gruppetti, avete trovato tutti i possibili tipi di lezione. Abbiamo rappresentato con un diagramma ad albero.

facile, difficile (2 elementi)
bella, brutta, così e così (3 elementi)
corta, lunga (2 elementi)

2 • 3 • 2 = 12 (tipi di lezione)


Abbiamo poi riletto la prima strofa della poesia:

C’è una scuola grande come il mondo.
Ci insegnano maestri, professori,
avvocati, muratori,
televisori, giornali,
cartelli stradali,
il sole, i temporali, le stelle.

La poesia di Rodari è tratta da Il libro degli errori, Einaudi, 1964.
Fra ciò che insegna in questa scuola grande come il mondo abbiamo aggiunto anche i computer. Nel 1964 i computer (Storia del computer) non erano diffusi come lo sono oggi e dunque Rodari non li ha nominati.

Abbiamo quindi giocherellato con il codice binario per scrivere messaggi segreti usando i due soli simboli (zero e uno del sistema binario), abbiamo rappresentato sempre con un diagramma ad albero le potenze di due (fino a 25) e abbiamo scritto le potenze di due fino a 28 = 256 per cercare di capire come lavora il computer. A esempio per visualizzare i colori RGB abbiamo verificato con il programma di grafica Gimp e con GeoGebra che si usano i numeri fino al 255 (255 più lo zero = 256).


Un messaggio per voi

1001 – 1101 – 1101 – 0110 – 1000 – 1001   0111 – 0000 – 1110 – 1001 – 1011 – 1001   1111


Potenze di due nel vostro quaderno


🐷 Un primo approccio alle potenze in classe seconda: Otto e Ghigo

🍎 Potenze di tre (una introduzione allo studio delle potenze con una animazione)

🌍 Potenze

🎈 Potenze di dieci

Siamo in quinta!

Sono già passati due giorni di scuola, cari bambini. Ormai è difficile chiamarvi bambini, guardando quanto siete cresciuti!

Se fate clic sull’immagine trovate gli auguri di noi maestre con l’applet con cui abbiamo giocato il primo giorno di scuola.

💓💓💓 Buon anno a tutti! Un saluto carissimo a Emanuele. 💙💙💙

Parole del linguaggio comune e della matematica: area e perimetro

La matematica prende a volte in prestito parole dal linguaggio comune dando loro un significato specifico.
Qualche giorno fa abbiamo parlato di area.
Avete trovato molte espressioni del linguaggio comune in cui si incontra la parola area:

area

In matematica l’area è la misura di una superficie.

Leggete le due frasi. Qual è la frase preferibile?

🌝 Colora le superfici la cui area è di 5 quadretti.
😭 Colora le aree la cui superficie è di 5 quadretti.
area
Abbiamo poi parlato di perimetro, leggete qui.

Come ricordare le parole

Spesso usiamo degli espedienti per ricordare parole nuove.
Quale parola ci ricorda questo rebus inglese-italiano (3, 5, 8)?

Avete trovato la parola del rebus? È .

L’etimo di una parola invece non è un trucco per ricordare la parola, ma il significato originale della parola. La scienza che studia l’etimo e la storia delle parole è l’etimologia.
L’etimo della parola del rebus, pigmento, è dal latino, pigmentum, derivato da pingĕre «tingere, dipingere». Anche questo ci aiuta a ricordare la parola, vero?

Perché abbiamo parlato del pigmento, una sostanza colorata che non si scioglie in acqua.

Sono sicura che lo sapete. Se non è così, lo ricorderemo domani, cari bambini.