Allenatevi…

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… ma non troppo.

Cari e bravi ragazzi, come promesso vi lascio il link al sito del professor Engheben dove potete trovare le prove invalsi per chi desidera allenarsi ancora un po’.

Qui le prove che abbiamo affrontato a scuola, a gruppetti, al computer:
On-line: 2013-2014file pdf
On-line: 2012-2013file pdf

al_computer



Per i grandi:

«È come misurare il peso di una persona con una riga storta mentre la persona corre»
Un maestro in Canada: From Detesting to De-Testing.

[26 agosto 2019]

• L’articolo in Web Archive del compianto maestro, Joe Bower: Telling Time with a Broken Clock

• Ricerca su Roars – invalsi

Invalsi e matematica, interessantissimi video e presentazioni delle conferenze tenutesi nel 2013 all’Università di Tor Vergata, Roma

La diagonale è una… pera

Non ho resistito.
Dopo aver letto l’enigma Tracce di lumache del professor Gianfranco Bo, che cura lo storico sito «Base cinque», ve l’ho proposto, cari ragazzi, appena mi è stato possibile.
Così ieri pomeriggio avete spremuto le vostre meningi sulle tracce percorse dalle lumache Rin, Gin, Pin e Tin.
Oggi ho ripreso l’attività in un modo particolare, guardavo le tracce delle lumache e alla lavagna disegnavo (infine, dato che avevate compreso, disegnavate voi) questo che vedete nella foto:
algebra
Non avete impiegato molto infatti a legare i diversi tipi di tracce lasciate dalle lumache ai diversi tipi di frutto.
algebra


Perché mi è venuta in mente questa strana analogia fra la frutta e le tracce delle lumache, tanto che, come dice il titolo di questo articolo, la diagonale della piastrella rettangolare è la… pera?
algebra03
Perché due nostre attività, una fatta in classe terza e una di quest’anno, mettono in atto strategie risolutive simili al lavoro Tracce di lumache.
Ecco i link alle due attività e più sotto un video per i grandi (e non solo): il fisico Richard Feynman parla dell’algebra (dal nono minuto circa).

p. s. – naturalmente vi ho svelato il motivo per cui le lumache si chiamano Rin, Gin, Tin e Pin.


Per i grandi:
Parte della trascrizione della traduzione del video che si può trovare qui.

All’epoca, mio cugino che era tre anni più grande di me, frequentava le scuole superiori aveva difficoltà considerevoli in algebra e gli fu affidato un tutor a me era permesso di sedere in un angolo mentre il tutor cercava di insegnare l’algebra a mio cugino problemi del tipo “2x + …”

Chiesi allora a mio cugino: “Cosa stai cercando di fare?”. Sapete avevo sentito parlare di “x”.
“2x+7=15” – disse – “cerco di trovare quanto vale x”
“Vuoi dire 4?”
“Sì, ma tu hai usato l’aritmetica. Bisogna risolverlo con l’algebra.”
E questo spiega perché mio cugino non capiva l’algebra, perché non sapeva come utilizzarla. Non c’era verso.

Fortunatamente io ho imparando l’algebra non andando a scuola, non sapendo che lo scopo generale era quello di trovare “x”. Non faceva alcuna differenza il modo in cui lo facevi.
Non esiste “risolverlo con l’aritmetica” o “risolverlo con l’algebra”, è una cosa falsa, inventata per le scuole così che i bambini che devono studiare l’algebra possano superare l’esame. Hanno inventato un insieme di regole che se seguite senza pensare possono fornire la risposta:
“Sottrai 7 da ambo i lati”
“Se c’è un moltiplicatore dividi ambo i lati per il moltiplicatore”
e così via. Una serie di passi che ti possono fornire una risposta se non hai idea di ciò che stai facendo.

Il sogno di una ballerina

Molti di voi senz’altro ricordano il signor Higgs, di cui vi ho parlato e che potete vedere qui sopra in un ritratto, e le sue lacrime di commozione al momento dell’annuncio della conferma dell’esistenza di un particolare tipo di particelle subatomica, il bosone denominato di Higgs, nel 2012. A Higgs è stato conferito l’anno successivo il premio Nobel per la fisica.
Peter Higgs aveva teorizzato dal 1964 l’esistenza di questa particella che fu osservata per la prima volta appunto nel 2012, negli esperimenti ATLAS e CMS, condotti con l’acceleratore LHC del CERN, il laboratorio di fisica a Ginevra.

La scienziata che appare accanto a Higgs nell’immagine del 2012 è l’italiana Fabiola Gianotti: «Il bosone di Higgs è una particella molto speciale che non appartiene alle due classi in cui si suddividono le altre particelle: quelle di materia, che sono i costituenti fondamentali dell’atomo, e quelle di interazione, che trasmettono l’interazione elettromagnetica, quella debole e quella forte. Il bosone di Higgs è diverso perché ha il compito di dare massa a tutte le altre particelle e, se così non fosse, il nostro universo non esisterebbe e ovviamente non esisteremmo neppure noi».


Fabiola Gianotti ora è stata nominata direttore generale del CERN, carica che assumerà dal 2016. Sarà la prima donna a ricevere questo incarico.
Vi propongo il video di questa sua intervista, guardatela ché in tal modo potrete fra l’altro comprendere il titolo di questo articolo:

Nota – La parola bosone deriva dal nome di un fisico indiano Satyendranath Bose.